Traduzione 6 maggio

Si l’on ajoute les éléments suivants:

que le tronçon de route parcouru est autoroutier, c’est-à-dire il appartient à la catégorie qui permet à l’utilisateur de la route de voyager à la vitesse maximale atteignable selon le code de la route

que l’incident a eu lieu pendant le temps de l’année dans lequel le trafic est maximale, en plus de nuit

que la vitesse à laquelle le SUV voyageait était certainement élevée, selon les éléments indiqués plus haut

que la distance parcourue a été vraiment très longue, égale à environ 25 km, pour une période de temps considérable, certainement à côté de 10 minutes
• che nella sua folle corsa il SUV ha incontrato parecchi automobilisti, creando grave pericolo alla circolazione stradale, come dimostrano 13 chiamate di emergenza al 113 per segnalare i fatti, avvenute prima dell’incidente
ne consegue un quadro fattuale dal quale chiunque poteva trarre, con giudizio di quasi certezza o di elevatissima probabilità, che un sinistro stradale sarebbe stato provocato con conseguenze gravissime – letali per gli automobilisti coinvolti.
Questa valutazione è suffragata e corroborata da altri elementi ancora.
In primis la massa del SUV Audi, che è vettura davvero enorme (tanto da essere scambiata per un autocarro dal conducente della Peugeot urtata un attimo prima dell’auto dei francesi), si avvicina, a vuoto, alle due tonnellate e mezza (Kg 2.345, si legge nella scheda del sito internet ufficiale della casa produttrice), che, in rapporto alla velocità sostenuta alla quale verosimilmente procedeva, assegna al veicolo un’impressionante forza d’urto.
In secundis, posto che l’Audi procedeva contromano, non poteva non considerarsi che le vetture incontrate lungo l’autostrada procedessero almeno a 100 km/h, onde uno scontro frontale non avrebbe lasciato grandi speranze ai trasportati nel veicolo antagonista, a meno che non si trattasse di veicolo di massa pari o superiore al SUV Audi; ma si tratta di circostanza altamente improbabile, sia per la scarsissima diffusione di autovetture di massa paragonabile all’AUDI Q7, sia perché, trattandosi di prefestivo che precede ferragosto, gli autocarri abilitati a circolare sono davvero pochi.
Sulla prevedibilità dell’evento ha, infine, influito lo stato di ebbrezza dell’indagato. Costui era ubriaco, ma con un tasso alcolemico a cavallo tra le lettere B e C dell’articolo 186 cod. str., dunque in uno stato tale da diminuire certamente la prontezza di riflessi alla guida, ma da non provocare affatto uno stato di forte incoscienza.
In altri termini, le capacità intellettive e valutative del Beti non possono ritenersi grandemente compromesse, come accade invece in chi ha assunto così tanto alcol da essere prossimo al coma etilico o comunque da provocare uno stato confusionale.
Che così non sia stato è confermato dai primi accertamenti compiuti dalla P. G., pochi minuti dopo l’incidente, che non attestano affatto una situazione di incoscienza, di profonda confusione, di marasma psicologico in capo all’indagato.
La forza, l’univocità ed il numero degli elementi appena esposti sono tali da dimostrare, con ragionevole certezza, che il Beti abbia impegnato e, soprattutto, percorso il tratto autostradale rappresentandosi il rischio di un sinistro mortale.
Ma tale rappresentazione dell’evento non può non essersi rafforzata nei dieci minuti circa in cui il folle viaggio è durato.

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