Riflessioni

Volendomi divertire anch’io a fare l’esperto di diritto, azzardo un’interpretazione della sentenza relativa all’istanza di sospensione del pagamento dovuto a Clelia Formiconi (https://goo.gl/Lx933l).
Chiedo scusa per le sciocchezze che sicuramente dirò, con preghiera di fraterna correzione da parte di chi ne capisce più di me.
Il punto nodale di tutta questa sentenza è, secondo me, come di tutte le sentenze relative a cause d’urgenza intentate da Alberto Pallotti, il libro dei verbali, detenuto, a mio avviso illegalmente, da Pina Cassaniti.
Mi spiego meglio.
Ai diversi giudici è stato chiesto, da parte di Alberto Pallotti, di intervenire, sulla base di verbali che non ha potuto inserire nel libro dei verbali, non essendo stato quest’ultimo consegnato da Pina Cassaniti al suo successore Franco Piacentini (per questa grave omissione, se non erro, Pina Cassaniti è stata denunciata all’autorità giudiziaria).
Orbene:
trattandosi di cause “veloci”, in cui al giudice deve apparire chiara (senza nessun tipo di indagini complesse) la possibile fondatezza delle ragioni del ricorrente (l’espressione usata dai giuristi è “fumus boni iuris”, cioè “parvenza di buon diritto”),
in tutte le cause finora “perse” da Pallotti i giudici si sono trovati davanti dei verbali “sciolti” (quelli di Pallotti) e dei verbali (quelli di Cassaniti), datati prima e dopo il 27 aprile 2013, “legati” in un unico libro.
IN QUESTO CONSISTE TUTTA LA FORZA della Cassaniti, nel possesso del libro dei verbali e di tutti gli altri libri sociali.
Vediamo insieme (io che scrivo e voi che mi correggerete) di capire cosa ha scritto il giudice dell’esecuzione in quest’ultima sentenza.
Ha scritto che, davanti ad un verbale presente nel libro dei verbali, attestante che la Cassaniti e non Pallotti era il presidente dell’AIFVS al momento dell’accordo AIFVS-Formiconi, lei non può ignorare questo fatto e sospende l’esecutività del pagamento,
dando tempo, ad ambedue le parti, fino al 30 ottobre 2015, “per l’introduzione del giudizio di merito”.
“Giudizio di merito”, così interpreto io, in cui qualcuno esaminerà quanto accaduto il 27 aprile 2013 e deciderà se l’elezione di Piacentini fu legittima.
In quel dibattimento non conterà chi attualmente, legalmente o meno, ha i libri sociali o detiene i conti correnti…
Vedremo quali argomenti Pina Cassaniti ed i suoi valorosi avvocati porteranno in aula…
UN’ULTIMA CURIOSITÀ E DOMANDA: e se nessuno dei due rispetterà l’ultimatum del 30 ottobre 2015 e promuoverà la causa di merito, cosa deciderà il giudice dell’esecuzione?
Chiaramente non ne ho la minima idea.
Ma se non verrà promossa la causa di merito, il 31 ottobre il giudice dovrà decidere se contraddire o meno quanto deciso da un presidente di tribunale e confermato da un collegio di magistrati, sulla base delle mere affermazioni di una delle due parti, non avvalorate da un giudice, appunto, di merito, che abbia studiato tutti i risvolti della vicenda.
MUTATIS MUTANDIS, il succo della vertenza AIFVS era già stato detto il 20 gennaio 2014 (https://goo.gl/xx9e9O) ed il 6 giugno 2014 (https://goo.gl/77Z0Mo), ma questa è un’altra storia, probabilmente più attinente alla psicologia (se non psichiatria) che al diritto…
Claudio Martino

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