Bozza aggiornata ore 13 del 3 ottobre 2015

Bozza aggiornata ore 13 del 3 ottobre 2015

Aversa (CE) / Incidente stradale mortale di Carmen Di Guida / Il GIP archivia il procedimento a carico dell’unico indagato / di Claudio Martino, AIFVS Roma / 03.10.2015

Per una ricostruzione della vicenda: http://goo.gl/47gD8f

I familiari di Carmen Di Guida, la giovanissima ragazza vittima di un incidente stradale accaduto il 5 gennaio 2012, hanno, nei giorni scorsi, tramite diversi organi di stampa locali, comunicato che il GIP, dott.ssa Nicoletta CAMPANARO, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale relativo alla tragedia.

Unico indagato era Gianluca Ferone, conducente dell’automobile che ha travolto il motorino, sul quale – secondo la ricostruzione dei familiari di Carmen e del loro avvocato, Gianmarco Cesari -, al momento dell’impatto mortale, Carmen si trovava come trasportata.

Di diversa natura le testimonianze raccolte ed inserite nel procedimento dagli inquirenti, tutte volte ad attribuire la responsabilità dell’incidente all’unica persona non più in grado di raccontare la sua versione dei fatti: la povera Carmen Di Guida.

Come già raccontato in un articolo del 18 aprile 2015 (http://goo.gl/47gD8f), l’avvocato Cesari (legale sia dei Di Guida che dell’AIFVS, costituitasi parte civile) contava molto sulla testimonianza di un signore che, pur non essendosi presentato spontaneamente a testimoniare, avrebbe confidato ai suoi familiari di aver visto alla guida del motorino un ragazzo e non Carmen.

La speranza dei Di Guida era che il giudice avrebbe disposto la convocazione di questo testimone refrattario, certi che, costretto a testimoniare, avrebbe detto la verità.

Tale richiesta non è stata presa in considerazione dal giudice, così come non ha accettato ulteriori perizie – sempre richieste dalla difesa di Leonardo Di Guida e degli altri familiari – sui mezzi coinvolti.

Molto forti le reazioni dei Di Guida, almeno come riportate dal sito VOCENUOVA.TV (http://goo.gl/5QVQpy):

«A nostro avviso, la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha messo in atto una condotta colpevole di omissioni di indagini. Un’archiviazione definitiva si emette solo ed esclusivamente oltre ogni ragionevole dubbio e nel nostro caso ci sono solo dubbi, di certo c’è solo la morte di nostra figlia Carmen.
È incredibile uno dei passaggi con cui il GIP motiva l’archiviazione: “Non si evidenziano profili rilevanti per una ricostruzione alternativa dei fatti”.
Già, per il Tribunale di S. Maria C. V., sentire un testimone oculare non è rilevante ai fini dell’accertamento della Verità…
Alla luce di questi orrori, propinati da una Procura priva di un giudizio libero ed appropriato, con il nostro legale, avvocato Gianmarco Cesari, intendiamo proseguire ad oltranza, affinché sia fatta piena luce sull’omicidio stradale di CARMEN.
Non sarà di certo una sciagurata sentenza di un Tribunale come quello di S. Maria C. V., già criticato nel passato per casi simili al nostro, a farci desistere dai nostri propositi di giustizia e verità.
Non è servito nemmeno che il magistrato fosse una donna… con la maggiore sensibilità che, per casi di questo tipo, in genere, le donne hanno rispetto ai loro colleghi maschi… ci chiediamo, francamente, se la dottoressa Campanaro sia anche madre…».
3 ottobre 2015
Claudio Martino, AIFVS Roma

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