BOZZA NON CORRETTA

BOZZA NON CORRETTA

Lunedì 22 febbraio 2016 / Manifestazione davanti al tribunale di Avellino per chiedere il massimo dell’impegno a difesa delle vittime della strada e dei loro familiari / Appello di Giuseppe Bruno, presidente dell’associazione “Vittime della strada A16 – Uniti per la vita”

I familiari e vittime dell'”incidente” nel quale, il 28 luglio 2013, sull’A16, hanno perso la vita ben 40 persone e diverse altre sono rimaste gravemente ferite (http://goo.gl/zPA6gp), da quel giorno sono impegnati in una durissima lotta contro una delle più ricche e potenti aziende italiane: Autostrade per l’Italia S.p.A.

Appare sempre più evidente che, al di là dei motivi per i quali il bus ha sbandato, se il guardrail non fosse stato reso inefficace da anni di mancata manutenzione, il bus non sarebbe precipitato dal viadotto Acqualonga.

Come ha scritto uno degli avvocati difensori delle vittime e dei loro familiari, “gli errori di progettazione e la mancata manutenzione rendevano del tutto inefficaci le barriere che avrebbero dovuto invece rappresentare un sistema di sicurezza idoneo a tutelare gli utenti delle autostrade” (http://goo.gl/U1vLfj).

Dopo ben due anni dal tragico evento, finalmente, il 16 luglio 2015, è iniziato il processo penale contro i responsabili, individuati nel proprietario del bus, in due dipendenti della Motorizzazione (autori di una falsa revisione) e – soprattutto – nei tecnici di Autostrade per l’Italia che avrebbero dovuto mantenere in perfetta efficienza il tratto autostradale incriminato.

Esiste il pericolo reale, data la potenza dei mezzi di cui Autostrade per l’Italia e la sua assicurazione dispongono, di una dilatazione nei tempi del procedimento, allo scopo di farlo naufragare nella prescrizione.

Per chiedere a tutte le istituzioni, in primis la magistratura, il massimo dell’impegno a difesa delle vittime della strada e dei loro familiari, abbiamo deciso, in occasione della prossima udienza, che si terrà nella mattinata del 22 febbraio 2016, di svolgere una manifestazione davanti al tribunale di Avellino.

Facciamo appello, a tutte le associazioni ed a tutti i comuni cittadini che hanno a cuore la giustizia, di venire quella mattina ad Avellino, per manifestare la loro solidarietà.

La nostra non è una battaglia finalizzata a sostenere le sole ragioni delle vittime dell’A16, ma quelle di tutte le vittime della strada e dei loro familiari.

Far approvare delle leggi importanti, come quella sull'”omicidio stradale” non basta, se poi non siamo capaci di ottenere la loro più scrupolosa applicazione!

26 gennaio 2016

Giuseppe Bruno, presidente dell’associazione “Vittime della strada A16 – Uniti per la vita”

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